Malattie veneree lei: come, quando e perché si corrono dei rischi

Intimo sexy per lui e per lei, come accendere una serata
28 maggio 2017

Malattie veneree lei: come, quando e perché si corrono dei rischi

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Quando si fa sesso, specie se questo non è protetto, è alto il rischio per la donna di contrarre delle vere e proprie malattie infettive, dette anche malattie veneree. In particolare, le malattie veneree lei vanno spesso a colpire non solo la zona relativa ai genitali femminili, ma anche le vie urinarie a causa di infezioni che sono causate dalla presenza di batteri, di parassiti, ed in certi casi anche di funghi e di veri e propri virus dai quali, invece, bisognerebbe stare alla larga a tutela della propria salute.

E se da un lato malattie come AIDS ed Epatite B e C sono quelle più gravi che si possono contrarre facendo sesso non protetto, dall’altro fare l’amore senza preservativo, oltre al rischio di gravidanze indesiderate, può portare pure ad altre fastidiose complicanze a partire dalla cosiddetta candida che è causata da un fungo, la clamidia che ha invece origine da un batterio, e fino ad arrivare al papilloma virus. Nel dettaglio, con il papilloma virus viene identificato un gruppo di virus che, per quel che riguarda le malattie veneree lei, ma anche nell’uomo, genera papillomi e verruche nella zona genitale.

Nella maggioranza dei casi il gruppo di virus si trova nella bocca, il che significa che i rischi di contrarre il papilloma virus sono legati, nell’ambito della sfera sessuale della coppia, anche ai rapporti orali. Le donne per verificare se abbiano contratto o meno il papilloma virus devono fare un apposito test finalizzato a rilevare se ci siano o meno a livello dell’utero delle alterazioni. Nella maggioranza dei casi queste alterazioni guariscono spontaneamente, mentre nei casi più gravi può servire l’intervento chirurgico al fine di prevenire l’eventuale formazione di gravi forme tumorali.

Oltre a fare sesso protetto, le donne per evitare le malattie veneree devono sempre, al pari dell’uomo, adottare a livello preventivo una costante igiene intima quotidiana. In questo modo si evitano infiammazioni gravi come la cosiddetta vaginite che è riconoscibile dalle perdite vaginali e dal persistente prurito intimo. La vaginite è infatti un’infiammazione dell’organo genitale femminile causata da carenze alimentari, da altre infezioni e, nella maggioranza dei casi, dalla scarsa igiene intima. Per le donne affette da vaginite serve necessariamente una terapia antibiotica o antimicotica associata ad una corretta e costante igiene intima.

La diagnosi e la cura delle malattie veneree deve essere sempre affidata ad un medico specialista, ovverosia ad un ginecologo che al riguardo ha a disposizione tutti gli strumenti per scegliere la terapia giusta da sottoporre caso per caso dopo aver utilizzato un tampone e/o dopo le analisi del sangue. E questo anche perché le malattie veneree che colpiscono le donne possono avere, prima di manifestarsi, dei tempi di incubazione variabili da un minimo di qualche settimana e fino ad arrivare anche ad 8-9 mesi.

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